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ASD SF CABRINI 98

Seconda Categoria, nel recupero con l’Agosta 2-2 = 5

E’ uno strano mercoledì di Novembre quello in cui va in scena il recupero della quinta giornata del campionato di II Categoria tra i nostri beniamini e l’NP Agosta. Si inizia alle 14.30 sul campo di terra del fortino biancoblu con il sole a risplendere e si finisce con una pioggia lieve a bagnarlo. Un po’ come la prestazione della SF Cabrini.

Ma partiamo dall’inizio. Questa volta, la panchina rimaneggiata in tutti i sensi. Alla guida della squadra non c’è il più grande hipster di Roma Nord con i suoi CD di Guccini. Lui stavolta gioca in trasferta, a Milano, e si va a vedere il concerto dei 99 Posse. A prendere le redini della squadra “salgono” per una giornata i visionari del calcio giovanile regionale che tanto bene stanno facendo con la Juniores, Accivile e R. Tramontano.

Come avevamo detto, la partita inizia con il sole. Passano i primi minuti e la punta più temuta di Roma e dintorni Giac. Tramontano fa a spallate con un difensore su un lancio lungo, si libera e lascia partire un tiro dal limite dell’area. Corta respinta del portiere, non buona lettura della difesa. Sul pallone, con la stessa velocità con cui Danielino si fionda sull’autografo di Inowa spacciato per Zanetti, arriva il tapin vincente del Gino Ginanni. Il ragazzo di Rebibbia invece di dedicare il gol alla povera fidanzata giunta in tribuna da sola, si fa prendere dall’entusiasmo e celebra solo con la squadra. All’orizzonte purtroppo si intravedono ancora e soltanto succhiotti per il nostro eroe.

Nonostante questa triste pagina, siamo 1-0 dopo nemmeno 10 minuti. Ma per ogni eroe, c’è sempre un antieroe. A metà del primo tempo, entra in gioco Nicolas Sarkozy, vestito in giallo. Forse saturo della politica francese e ancora addolorato per il barcollante matrimonio con quella Badoglio di Carlà Brunì, decide di spendere il suo tempo nei campi di provincia laziali e pregiudicare la prestazione della Cabrini.

Palla in difesa a limite dell’area, Di Martino pulisce con la testa e l’attaccante gli frana addosso. Fallo. Per loro. Punzione precisa, 1-1. Pochi minuti dopo palla sporca in area di rigore, la punta lavora di fisico ed in qualche modo serve il compagno in evidente fuorigioco che deve solo battere un inerme Zafferami. 1-2. Si deve risalire la china.

La squadra reagisce bene, cerca qualche fraseggio ma non riesce a scardinare la difesa avversaria. Si rientra negli spogliatoi in svantaggio.

Su cosa sia successo in quei minuti nello spogliatoio girano varie leggende di cui una vorrebbe un Giansante particolarmente nervoso che sfoga la sua frustrazione sulla porta con un pugno, altre parlano di un discorso di R. Tramontano da far impallidire D’Annunzio a Fiume, altre ancora di un’araba fenice venuta in soccorso della squadra nel momento di bisogno con due casse di Peroni. Fatto sta che gli 11 che tornano in campo, hanno gli occhi di fuoco.

Sale la pressione della squadra e subito nascono occasioni. Nicolas annulla un gol validissimo a Giac. Tramontano su respinta del portiere scaturita da una punizione. A poco servono le polemiche, si continua sul 1-2, fino a quando, sale in cattedra il capitano, il numero 8, Francesco Tramontano. La traiettoria che parte del suo piede all’altezza della trequarti ha pochi confronti. Forse bello solo come il gol di Cristofari l’anno scorso, bello come la sostituzione di Filippetti di pochi minuti prima o, semplicemente, “bello così, c’è solo Ababua”. Tiro su pallone in uscita e traiettoria a finire all’incrocio dei pali. 2-2. Siamo dentro.

Quello che potrebbe succedere e che troppo spesso è successo lo scorso anno stavolta non avviene. La squadra tiene ancora il campo e continua a rendersi pericolosa. Prima Giammarco Tramontano, subentrato per Faieta, dopo una buona azione centra la traversa, poi il fratellone Giacomo si mangia una nitidissima occasione di andare a rete sprecando con un esterno un tiro da distanza ravvicinata.

Tuttavia, altre poche occasioni dopodiché la birra della nostra amica fenice finisce. Gli ultimi 10 minuti sono in balia dell’avversario e se non fosse per la freschezza dei giovani partiti dalla panchina, non si sarebbe portato a casa nulla. Eppure loro, la traversa e alcune grandissime respinte di Zafferami, mai così decisivo in carriera, tengono saldo il risultato e la partita.

E all’ultimo minuto ci sarebbe anche l’occasione di servire lo scherzetto agli ospiti ma De Rocchis, entrato al posto di Ginanni, spreca a pochi metri dalla porta con un colpo di testa. Nonostante tutto però, risalta chiara l’idea di una squadra che comincia a crearsi una forma e avere contorni nitidi come gli sticker su whatsapp di Catalano.

Questa non è la squadra dello scorso anno, qui c’è qualcosa di più. Qui manca il georgiano. Avanti Ragazzi.

 

Pietro Dominijanni

 

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